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NUOVE SCOPERTE IN EGITTO – ABUSIR

La missione archeologica della Faculty of Arts della Charles University di Praga ha di recente annunciato la scoperta della tomba di uno Scriba reale, Djeuty-m-hat, nella necropoli di Abusir, appartenente alla XXVII dinastia.
Si tratta di una scoperta molto importante, soprattutto se la si accosta a quella avvenuta circa un anno fa – sempre per mano della missione ceca – della tomba del comandante militare Wahibra-mery-neith: entrambe permetteranno agli studiosi di gettare nuova luce sul VI e V sec a.C., anni tumultuosi per la storia dell’Antico Egitto.

La tomba è costituita da un pozzo che conduce ad una camera sotterranea, dove si trova il sepolcro, attraverso un passaggio orizzontale di circa 3m. Come afferma il direttore della missione ceca, il Dott. Miroslav Barta, la camera sepolcrale è ricchissima di iscrizioni, tra le quali compaiono alcune formule contro i morsi di serpente e alcune scene molto particolari. Gli archeologi, infatti, hanno scoperto che nella tomba dello Scriba reale sono stati utilizzati frammenti di lastre con scene e iscrizioni provenienti dalla sepoltura del vicino Menekhibnekau, un generale coevo di Djeuty-m-hat.

Il soffitto della camera sepolcrale è decorato con le consuete scene del viaggio del sole, accompagnato da inni per l’alba e il tramonto. Di eccezionale pregio è sicuramente il sarcofago dello Scriba reale: iscritto sia all’esterno che all’interno, presenta estratti del Libro dei Morti, dei Testi dei Sarcofagi e alcuni incantesimi per tenere lontani gli spiriti maligni, assieme alla raffigurazione delle dee Iside e Nefti. Nella parte intera è raffigurata Imentet, dea dell’Occidente, e il dio Geb, nell’atto di recitare incantesimi.

All’interno della sepoltura, come riportano gli archeologi, non sono stati rinvenuti elementi del corredo di Djeuty-m-hat: probabilmente doveva essere stato vittima dei saccheggiatori già nel V sec a.C. Le analisi sul corpo del defunto, invece, hanno restituito interessanti informazioni: lo Scriba reale aveva circa 20-25 anni al momento della sua morte e il suo corpo riporta segni di usura dovuti alla professione che svolgeva. L’erosione spinale e la grave fragilità ossea di cui soffriva Djeuty-m-hat sono elementi fondamentali per permettere agli antropologi di condurre uno studio sulla società del V sec a.C. e, quindi, su altri uomini e donne sepolti nella necropoli di Abusir.

(credit:  www.mediterraneoantico.it)

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